Perché sono ad Atacama


La passione per l'astronomia è nata quando avevo 10 anni e non se n'è più andata, condizionando tutte le mie scelte future.

Il deserto di Atacama tra gli appassionati di astronomia è un luogo mistico, una specie di paradiso descritto a volte da racconti che sembrano sfociare nella mitologia. Da molti anni sognavo quindi di potermi trasferire ad Atacama, a osservare le stelle e a vivere il deserto. 

 

Nella seconda metà del 2017 è arrivata l'occasione che tanto aspettavo, come sempre frutto di un concatenarsi di eventi imprevedibili. Nel 2007, sotto il coordinamento di un ricercatore italiano, partecipai alla scoperta del transito di un pianeta extrasolare: HD1756b. Per qualche anno ci perdemmo di vista, ma quel ricercatore di Padova, Mauro Barbieri, nel 2014 ha ricevuto l'occasione che aspettava da una vita, naturalmente non dall'Italia ma da un'anonima città nel mezzo del deserto di Atacama: Copiapó. In appena tre anni è diventato il direttore dell'istituto di astronomia e scienze planetarie dell'Università di Atacama e ha creato un corso di dottorato. Nessuno in Italia conosce la sua storia, eppure meriterebbe attenzione perché questo è ciò che accade a persone capaci che si trovano in un luogo che offre opportunità: fanno carriera, tanto rapidamente quanto più sono brave.

 

Nella mia ricerca di un modo per trasferirmi nel deserto di Atacama e continuare il mio percorso da ricercatore, mi sono imbattuto quindi nell'annuncio di un possibile dottorato all'università di Atacama, sotto la guida di quello che fu il mio mentore. Senza pensarci due volte sono partito, ho visitato il posto, ho fatto il concorso e l'ho vinto, aggiudicandomi un posto da dottorato per i prossimi 4 anni. Diventerò quindi un ricercatore e lo farò nel posto migliore al mondo per fare astronomia: il mio sogno si è realizzato!